La valle delle donne lupo
guarda i video con le letture di alcune pagine del romanzo
Come riassumere meglio quello che nei mondi chiusi ci si aspetta da una donna? «Vivere da morta. Patire da muta. Obbedire da cieca. Amare da vergine».
E che farne allora di quelle diverse che allignano
nel paese come erbe cattive: mancine, strabiche,
albine, o troppo fantasiose, o semplicemente
«affette dal morbo della malinconia»?
Tra le storie sepolte nell’oblio, in una valle dell’Alto
Piemonte, c’è quella del «prato delle Balenghe».
A raccontarla è rimasta solo Fenísia C, «la stría,
la pelamorti, la Lupa», vecchia di tanti inverni, che
guarda il cimitero fuori dalla finestra e parla di donne
e di streghe, di ribellioni e condanne, con la certezza
«di essere transitata in questa lagrimarumvalle per
provare che è sempre possibile andare controcorrente».