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DON PATAGONIA
Padre Alberto Maria De Agostini

testo di Laura Pariani
con Marco Pejrolo, Andrea Castellini, Angelo Scarafiotti, Manuela Massarenti, Luca Occelli. Regia di Renzo Sicco. Musiche di Sigur Rose
I filmati “Scelte di vita” e “Tierra del fuego” di Alberto Maria De Agostini sono gentilmente concessi in uso dalla Cineteca Storica del Museo della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino

TORINO, Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111:

17 novembre - ore10.00 - ingresso unico € 5

17 novembre - ore 21.00 - versione in lingua spagnola. Ingresso "up to you", il teatro a quanto vuoi tu 2/4/6/8 €

18 novembre - ore 10.00 - versione in lingua spagnola - ingresso unico € 5

Sono andato in terre che esigevano una vera ricerca scientifica, sia antropologica tra gli indi, sia geografica e geologica sul territorio. Era certamente una mia passione, ma fu anche un ordine tassativo che ricevetti.
Alberto Maria De Agostini

Assemblea Teatro, in collaborazione con il Museo della Montagna “Duca degli Abruzzi” e la Regione Piemonte, ricorda Don Patagonia, Alberto Maria De Agostini, in occasione del 50° anniversario della scomparsa.
Complesso dare una definizione di che uomo fosse Alberto Maria De Agostini. Leggendo di lui e delle sue avventure, prende corpo la multiforme personalità di un eclettico missionario, capace di mescolare sapientemente i doni della terra e “del Signore”. Seppe legare le sue passioni, la scienza, la fotografia, la voglia inesauribile di capire e conoscere, alla sua fede ed al mandato di cui si sentì portatore, evangelizzare il lontano sud del mondo. Fu anche pioniere, portando con sé in Patagonia la “macchina fotografica” e realizzando alcuni “servizi fotografici” e documentari su pellicola, antesignani del moderno reportage, unendoli poi alla cartografia – a lui si devono i primi rilevamenti geografici di alcune fra le zone più impervie del Sud del Cile.
Insomma, il prete piemontese seppe con discrezione e forza aprire le porte della conoscenza, andando oltre la diatriba tra scienza e fede, vivendo entrambe in pienezza ed estrema serenità.
La sua passione per la geografia, unitamente all’eco dei viaggi in Patagonia di Darwin, Chatwin, Coloane o Sepúlveda, saranno colonna di una pièce scritta dalla fervida e sapiente penna di Laura Pariani, che vuole ricordare l’uomo, le scarpate e le vette che lo entusiasmarono, le sfide che quotidianamente affrontava, vivendo i cambiamenti del mondo.


San Quirico

 

29 ottobre, ore 21
ORTA SAN GIULIO (NO), Salone Parrocchiale.

Lettura teatrale "Qui si dorme mica".
Voci recitanti:
Laura Pariani e Franco Acquaviva

 

 

 


La disciplina

9 e 10 SETTEMBRE, ORE 18.00 - CHIVASSO (TO), PARCO DEL BRICEL - Festival Internazionale TEATRI DI CONFINE XI

IL CAMMINANTE

tratto dall’omonimo racconto di Laura Pariani, mette in scena la storia del “camminante” Julo che - come accade a Edipo - il Destino conduce all’omicidio dei propri genitori. In seguito a questo gesto, Julo intraprende un cammino di autoritrovamento di sé, che lo porta ad attraversare terre lontanissime.La morfologia dell’ambiente modifica di volta in volta l’aspetto visuale dello spettacolo con gli spettatori che entrano fisicamente nello spazio-tempo dell’evento teatrale. Le musiche di scena sono eseguite dal vivo dagli attori.

 

Dal racconto “Il camminante” di Laura Pariani
Ideazione e progetto: Franco Acquaviva, Anna Olivero
Regia e drammaturgia: Sista Bramini
Consulenza letteraria e musicale: Laura Pariani, Cesare Bermani
Con Franco Acquaviva, Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola, Anna Olivero, Carla Taglietti

 


Büs dl'Orchera Tour - Verbania, Biblioteca Civica Ceretti

25 settembre 2011, ore 16.30

Grotta d'Orchera TourGianni Rodari una volta si rammaricò di non aver inserito nelle sue favole il büs dl'Orchéra, mitica grotta a imbuto che sprofonda nel lago d’Orta: “mi sta qui in gola, perché avrei voluto metterla nella storia del barone Lamberto e non ce l'ho messa, e avrò pace solo quando capirò perché non ce l'ho voluta mettere"... Da qui mi è nata l’idea di “Büs dl'Orchéra Tour”, cercando di coniugare il mio amore per Dante (vedi Milano è una selva oscura, Einaudi 2010) col mio profondo legame col lago d’Orta, dove vivo. Un Dante Alighieri avido di conoscere i difetti della modernità e un “virgilio” Gianni Rodari scendono dunque nell’oltremondo del büs dl'Orchéra dove i cattivi comportamenti – prepotenza, egoismo, abitudine allo spreco, stravolgimento della verità, pregiudizio verso i diversi, conformismo, disprezzo dell’ambiente, indifferenza alla cultura - subiscono un didattico contrappasso. Li accompagna nel viaggio il gruppo musicale Le Malecorde, con canzoni tratte dalle filastrocche di Gianni Rodari (musicate da Sergio Endrigo e da Virgilio Savona) o appositamente create.


La voce del Dante Lingera

Laura e Dante

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Lecteur mp3 en flash, merci Neolao


Il Dante va al Campiello

Finalisti Premio Campiello

Laura Pariani Laura Pariani

Laura Pariani e Gad Lerner Laura Pariani e Gianrico Carofigliodisegno di Laura ParianiBrindisi

 


Senza mai levar la schiena

14 maggio 2011 - ore 21.00
LAVANDERIA A VAPORE
Parco della Certosa Reale di Collegno - corso Pastrengo angolo via Tampellini

 

SENZA MAI LEVAR LA SCHIENA
parole e canti dalla risaia

testo di Laura Pariani
canti eseguiti dal vivo Valeria Benigni, Paola Lombardo, Betti Zambruno
interpreti Manuela Massarenti e Renzo Sicco
regia di Renzo Sicco

Attorno a un tavolo, aspettando un piatto di riso fumante. Di fronte ad un buon bicchiere di vino ad ascoltare una storia che sa d'Italia. E' così che Laura Pariani ci racconta il suo incontro con "Nives", donna d'acqua e di terra, donna di riso.

Intorno ad un tavolo viene preparato davvero un risotto al vino rosso che sarà consumato dai presenti. Così, un breve momento di ristoro si trasforma in una rincorsa di parole, una storia che inizia nel lontano 1914, che passa attraverso il Ventennio, le risaie, la povertà del dopoguerra e l'emigrazione.
Nives si racconta così, di fronte ad un piatto di riso, cotto alla piemontese, con un bel bicchiere di vino…"perché il riso nasce nell'acqua ma muore nel vino!…" parla di sé, e così, della Sua Italia.
Un'Italia povera dove le donne andavano tutte a mondare, a strappare il riso all'acqua, "sveglia presto e quasi nessun soldo in tasca". Poi fu il tempo del Duce, e tutte andarono a Roma cantando, attraverso un paese che viaggiava veloce verso un triste destino.
Poi, fu il tempo dell'addio. "Perché, dopo la guerra, il lavoro mancava, le macchine arrivate nei campi toglievano spazio alle mondine": destinazione Svizzera, alla ricerca di una nuova vita. Una vita triste, una città, Zurigo, dove gli italiani erano "maccheroni", buoni per lavorare. Ma anche lì, "giù la schiena" e voglia di lavorare hanno prodotto i loro frutti, conquistando anche il rispetto.
Nives racconta parole che sono di migliaia d'italiani, parole lontane, ma ferme. Così la cena si trasforma in una storia con canzoni che portano in altri tempi. Si ascolta mangiando un riso affogato nel vino, e non potrebbe essere altrimenti, perché - come dice la protagonista - "il vino fa sangue mentre l'acqua fa tremar le gambe!"