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La foto di Orta

disponibile dal 15 giugno la nuova edizione

La foto di Orta

Interlinea
giugno 2017

Maggio 1882: Friedrich Nietzsche durante il suo Grand Tour dell'Italia giunge sul lago d'Orta in compagnia della "giovane e affascinante russa" Lou von Salomé, con la madre di lei e il comune amico Paul Rée, che della giovane intellettuale è innamorato tanto quanto il più anziano filosofo. Durante una gita sul Sacro Monte di Orta Nietzsche e Lou si appartano a lungo e di quell'episodio l'autore di Zarathustra conserverà fino alla morte una foglia, uno schizzo su carta e un bglietto con una promessa.

 

 

 

 


Scior Carlo

disponibile da marzo

Sciôr Carlo

Edizioni fuoridalcoro,
marzo 2017

con illustrazioni di Laura Pariani

Edizione limitata a 120 esemplari numerati e autografati.

 

 

 

 

 

 

 

 


TonineDa giugno 2016 in libreria
Per me si va nella grotta oscura
(Ed. Didattica Attiva)

Ve la ricordate la raffigurazione dell'Inferno dantesco sui libri di scuola? Un grande imbuto che sprofonda verso il centro della Terra, diviso in gironi in cui i "peccatori" scontano le loro colpe per l'eternità...

Nell'Alto Piemonte esiste una grotta, il Büs dl'Orchéra, che sembra fatta a immagine e somiglianza dell'Inferno immaginato da Dante: è a forma di imbuto e si inabissa nelle profondità di un lago che si chiama Cusio.

Proprio sulle rive di quel lago nacque un grande raccontatore di favole, Gianni Rodari

Mettete allora insieme la curiosità di Dante Alighieri, abituato a scarpinare per oltremondi, e l'ironia sorridente con cui Gianni Rodari raccontava le disavventure della vita: avrete lo spunto iniziale di questo libro.

Si tratta del testo della favola musicale Büs dl'Orchéra Tour, che ha fatto da prologo, il 5 giugno 2011, all'edizione annuale del Ravenna Festival. Al volume è allegato un CD con la storia narrata e musicata.
Hanno dato voce e vita ai personaggi gli attori di Assemblea Teatro (www.assembleateatro.com), le canzoni sono eseguite dai musicisti di Malecorde (www.malecorde.it), mentre le illustrazioni sono di Paolo Mottura (http://www.facebook.com/paolomottura10/)

 


Ieri, 2 novembre, abbiamo saputo che Antonio Dal Masetto è morto. L’avevamo conosciuto nell'ottobre del 2000, al bar La Biela nel barrio della Recoleta a Buenos Aires, non distante da dove abitava. Da allora tra noi c'è stato un continuo e fitto scambio di libri, storie, incontri affettuosi e periodiche telefonate. Per un certo periodo l'abbiamo anche avuto come ospite nella nostra casa di Orta San Giulio: ci chiedeva di portarlo in montagna - «Devo riempirmi gli occhi di montagne, perché a Buenos Aires mi mancano» diceva - e noi lo scarrozzavamo per la val d'Ossola, la valle Antigorio, la val Strona...
Da quattro anni manchiamo dall'Argentina, ma ci sentivamo regolarmente. Laura gli aveva mandato all'inizio dell'anno un suo libro "Il nascimento di Tònine Jesus" e lui l'ha commentato spesso in questi mesi, al telefono o via e-mail, parlando di ricordi d'infanzia. In occasione di una di queste conversazioni telefoniche, Laura gli aveva inviato un racconto sul suo legame col nonno e sulle "eredità", immateriali ma fondamentali, che ci vengono dalla famiglia in cui siamo cresciuti (si tratta del capitolo finale di "Piero alla guerra").
Questa è la lettera che abbiamo ricevuto come risposta il 25 agosto di quest'anno.

ALTEZZE

Mio nonno paterno Antonio, soprannominato Toni Furbo, era un montanaro: era nato in un paesino di venti case e lì visse tutta la vita. Io andavo a trovarlo nelle vacanze estive e con in tempo arrivai a pensare che lui e la montagna fossero la medesima cosa. Mi contavano che a volte, soprattutto quando era più giovane, preparava lo zaino e scompariva per giorni, saliva sulle vette, camminava lungo i crinali e la notte accendeva un fuoco perché la gente del fondovalle potesse dire: «Sta lassù».
Durante i nostri incontri estivi mi portava con lui in giro per villaggi in cui trafficava in piccoli contrabbandi. Prendevamo sentieri scoscesi e salivamo di buon passo, però mio nonno non seguiva mai il percorso più  battuto: a un certo punto se ne scostava e sceglieva scorciatoie complicate, dove era necessario rampicare su rocce; poi arrivati in cima ci mettevamo a sedere e restavamo in silenzio guardando le valli sotto di noi, qualche carretto su una strada, gruppi di case, un ruscello, il percorso di un trenino.
Anch’io ero nato e cresciuto tra montagne, e mi piaceva andare per boschi e pendii, cercando di raggiungere le cime e di passare il tempo lassù; e quando tornavo a casa raccontavo a chiunque fosse disposto a ascoltarmi quanto avevo visto nell’oro degli orizzonti e sentivo che quell’amore per le altezze mi veniva dal nonno, come se me l’avesse lasciato in eredità. Allora mi chiedevo da chi a sua volta Toni Furbo l’avesse ereditato.
Passò il tempo, mio nonno morì e la mia famiglia emigrò in Argentina, e nella Pampa, nel paesino di Salto, pianura nient’altro che pianura, quello di cui più sentivo la mancanza era la montagna. A diciassette anni andai a scoprire com’era la metropoli e qui tacitavo la mia nostalgia scalando tutto quel che potevo. Col tempo mi feci degli amici che a volte mi invitavano a un asado e, se le case avevano un giardino e qualche albero, dopo un attimo io già me ne stavo lassù tra i rami e parlavo agli altri dalla mia posizione aerea privilegiata, obbligandoli a volgere la testa verso l’alto e a trovare modi per fare arrivare fino a me un bicchiere di vino. In mancanza di alberi, mi arccampicavo sui tetti. Basta che fossero un po’ alti.
Quando a vent’anni feci un viaggio nel sud, a Bariloche, zaino in spalla, e attraverso il finestrino del treno vidi comparire le prime catene montuose, impazzii di gioia. “Montagne, montagne”, gridavo al mio compagno di viaggio, e cominciai a correre avanti e indietro per il vagone e poi uscii sulla piattaforma esterna per godermi meglio lo spettacolo e contemplare come poco a poco le vette si facessero più vicine. E in quel momento ero un ragazzo felice.
Mio figlio Marco e sua moglie Patrizia hanno avuto tre figli, Maxi, Lucas e Julieta, ma solo quello di mezzo, Lucas, si è rivelato della razza di quelli che amano le altezze. Quand’era bambino, lo vedevo correre in cima ai muretti, saltare, scalare ovunque ne avesse la possibilità, lanciarsi e restare appeso a un ramo e poi, proprio come me, rampicarsi e rimanersene seduto lassù, lontano da tutti, sopra tutti. Gli altri ci potevano vedere solo un divertimento infantile, ma io mi rendevo conto che anche lui portava in sé un’eredità; e, essendo destinato alle pianure, questa era la sua forma di esprimere la sua nostalgia per l’altezza.
Mia figlia Daniela, che adesso vive a Palma de Mallorca, ha avuto due figli, Nahuel e Olivia. L’ultima dal suo attuale marito, Jorge. La bimba non ha ancora due anni. Daniela mi racconta che Olivia è veloce, anzi fulminea, e bisogna prestarle sempre attenzione perché all’imprevista scompare per nascondersi in qualche stanza dove c’è la possibilità di rampicarsi su qualcosa. Non c’è niente che l’attiri come la sfida a scalare. Ricevo foto, qualche video, e la vedo lanciata verso l’obiettivo da raggiungere, ostinata a arrivare fino a quel punto sopra la sua testa e che non abbandona mai con gli occhi, suppongo senza ancora sapere il motivo di quello sforzo, o magari no, chi lo sa. «Eccone un’altra dei nostri, un’altra nostalgica dell’altezza» mi dico.
Ricordo, penso, esamino, risalgo a Toni Furbo, al suo camminare solitario tra le cime, ai fuochi notturni, e mi sento orgoglioso di appartenere alla piccola lista di seguaci di questa specie di loggia segreta sparsa per il mondo, soci con anime e cuori di capre.

Antonio Dal Masetto

Antonio Dal Masetto e Laura Pariani alla Biela

 


 

12 settembre 2015, ore 21.00 - Pinerolo, sagrato della Chiesa di Sant'Agostino, via Principi d'Acaja

13 settembre 2015, ore 17.00 - Castello di Mango (Langhe)

27 settembre 2015, ore 18.00 - Buronzo (VC), Castello Consortile

Nasce nell'acqua ma muore nel vino

NASCE NELL'ACQUA MA MUORE NEL VINO
parole e canti dalla risaia

testo di Laura Pariani
canti eseguiti dal vivo Valeria Benigni, Paola Lombardo, Betti Zambruno
interpreti Manuela Massarenti e Renzo Sicco
regia di Renzo Sicco

Attorno a un tavolo, aspettando un piatto di riso fumante. Di fronte ad un buon bicchiere di vino ad ascoltare una storia che sa d'Italia. E' così che Laura Pariani ci racconta il suo incontro con "Nives", donna d'acqua e di terra, donna di riso.

Intorno ad un tavolo viene preparato davvero un risotto al vino rosso che sarà consumato dai presenti. Così, un breve momento di ristoro si trasforma in una rincorsa di parole, una storia che inizia nel lontano 1914, che passa attraverso il Ventennio, le risaie, la povertà del dopoguerra e l'emigrazione.
Nives si racconta così, di fronte ad un piatto di riso, cotto alla piemontese, con un bel bicchiere di vino…"perché il riso nasce nell'acqua ma muore nel vino!…" parla di sé, e così, della Sua Italia.
Un'Italia povera dove le donne andavano tutte a mondare, a strappare il riso all'acqua, "sveglia presto e quasi nessun soldo in tasca". Poi fu il tempo del Duce, e tutte andarono a Roma cantando, attraverso un paese che viaggiava veloce verso un triste destino.
Poi, fu il tempo dell'addio. "Perché, dopo la guerra, il lavoro mancava, le macchine arrivate nei campi toglievano spazio alle mondine": destinazione Svizzera, alla ricerca di una nuova vita. Una vita triste, una città, Zurigo, dove gli italiani erano "maccheroni", buoni per lavorare. Ma anche lì, "giù la schiena" e voglia di lavorare hanno prodotto i loro frutti, conquistando anche il rispetto.
Nives racconta parole che sono di migliaia d'italiani, parole lontane, ma ferme. Così la cena si trasforma in una storia con canzoni che portano in altri tempi. Si ascolta mangiando un riso affogato nel vino, e non potrebbe essere altrimenti, perché - come dice la protagonista - "il vino fa sangue mentre l'acqua fa tremar le gambe!"

 


Hiroshima e Nagasaki – libri e non bombe

06 agosto, 2015 - 21:00 Cascina Roccafranca - via Rubino 45 - Torino

a 70 anni dalla bomba che cambiò il Mondo

In sostegno della campagna #booksnotbullets

da un’idea di Renzo Sicco
con Gisella Bein (voce recitante) Edoardo De Angelis (Violino) Anna Barbero (pianoforte)
e la partecipazione straordinaria di Nanni Salio del Centro per la Pace Domenico Sereno Regis
testi (alcuni inediti, scritti per l’occasione) di LAURA PARIANI, GIACOMO DI GIROLAMO, ERRI DE LUCA, LUIGI PINTOR, GABRIELE ROMAGNOLI, CRISTINA GUARNIERI, ALBERTO SALZA, MARINA JARRE, FABIO GEDA,
PIER PAOLO PASOLINI


La Motta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest'estate a Orta San Giulio Laura Pariani propone due incontri speciali presso il Palazzo Penotti Ubertini:


Mercoledì 29 luglio alle ore 18.00, "Proverbi in cucina", per raccontare e sorridere su cibo e comportamenti umani.


Mercoledì 12 agosto alle ore 21.00, Laura Pariani ci condurrà su e giù per la Motta alla scoperta di scrittori che l'hanno frequentata.


Laboratorio di scrittura

 

 

 

Laura Pariani e Nicola Fantini dal mese di agosto propongono dei corsi di scrittura. I primi due corsi si intitolano "Dal raccontarsi al raccontare" e "Scrivere sull'acqua". Per maggiori informazioni consulta il sito degli Indiani Riluttanti (clicca sul banner)..

 


Piero alla guerra

Da maggio 2015 è in libreria il nuovo romanzo breve PIERO ALLA GUERRA (Interlinea, pp. 89)

Rievocando Fabrizio De André, che cantava la follia dell’odio nella sua ballata La guerra di Piero, Laura Pariani narra storie che s’incrociano lungo tre conflitti: la Grande Guerra sul fronte del Carso; la seconda guerra mondiale nella ritirata italiana di Russia e il conflitto tra Argen­tina e Inghilterra nel 1982 per le isole Malvinas. Sono tre giovani Pieri che, come tanti coetanei, partono per una guerra che non hanno voluto. Con tre Ninette che aspetteranno inutilmente il loro ritorno: «Stasera, finita la commemorazione dei caduti, sono tornata a casa col magone: quanto parlare a vuoto con paroloni altisonan­ti. Il cielo è terso, brillante di stelle. Quand’ero piccola mi contavano la favola che le stelle sono gli occhi delle persone morte per amore. E chissà che non sia vero che soltanto l’amore, e non l’eroismo, possa concedere l’eternità…»

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La crisi in giallo

Da aprile 2015 è in libreria La crisi in giallo. "Tutto questo mescolarsi di denuncia sociale, di spietato realismo e di consapevole empatia è ciò che accomuna i sei racconti gialli" dell'antologia.

Laura Pariani è presente con il racconto "Operazioe Raskol'nikov", scritto a quattro mani con Nicola Fantini

 


TonineDal 1° dicembre in libreria
Il nascimento di Tònine Jesus (Interlinea)

«Il Natale fa rinascere in me l’idea della porta nera che mi attende» confessa Laura Pariani in questo piccolo libro di grande speranza e insieme malinconia in cui la scrittrice si volta indietro. Sono due i piani e le prospettive che racconta: da un lato «subito mi invade il ricordo degli allegri risvegli dei Natali della mia prima infanzia» tra regali modesti, presepi con la stagnola e le storie del nonno; dall’altro lato ci sono i poveri pellegrini della fine del Seicento al Sacro Monte di Orta dedicato a san Francesco, «per prime le donne, i visi ossuti fasciati in pezzuole nere». Tra queste Gaudenzia, venticinquenne incinta, piena di timori per il nascituro, s’intenerisce per la bellezza degli angioletti affrescati ma si agita davanti alla raffigurazione dei diavoli. La scrittrice, riflettendo anche su come si crea un racconto, offre un canto e controcanto natalizio in forma di ballata, in cui vita e morte si mischiano lasciando sul fondo «uno di quei sogni che nel momento in cui ci si è immersi non capisci se vuoi farli finire o continuare».

 


Premio Carlo Levi

Sabato 20 novembre 2014 verrà conferito a Laura Pariani il Premio Lettarario Nazionale "Carlo Levi" per la sezione narrativa nazionale.


La scuola in giallo

Il 6 novembre sarà in libreria La scuola in giallo, sette racconti di investigazioni che si svolgono all'interno del mondo scolastico.

Laura Pariani è presente con il racconto "Il rasoio di Asimov", scritto a quattro mani con Nicola Fantini


Il Camminante

È uscito

Il camminante e altri pezzi di teatro (Giuliano Ladolfi Editore)

La raccolta comprende cinque pièces:

- Il santo camminante

- Il lago invisibile

- Il riso nasce nell'acqua e muore nel vino

- Chi lavora ci ha una camicia; chi non lavora ce ne ha due

- Buon vino, favola lunga

 

 

 


Giorno migliori

 

5-6-7-8 novembre, 2014 - 21:00 TEATRO AGNELLI Via P. Sarpi 111 - Torino

GIORNI MIGLIORI
testo di Laura Pariani

in scena Sonia Belforte, Cristiana Voglino, Marco Pejrolo, Valeria Tron Luca Busnengo, Luca Occelli, Fulvia Romeo e Andrea Fardella
regia di Giovanni Boni e Renzo Sicco
con la partecipazione di Luca Zanetti alla fisarmonica
canzoni gentilmente concesse dal repertorio di Antonella Ruggiero
spettacolo prodotto nell’ambito del XIX FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

Ci sono viaggi che si fanno sognando giorni migliori. Ci sono cesure, separazioni, che si accettano in attesa di giorni migliori. Ci sono vite vissute nella speranza di giorni migliori.

Assemblea Teatro da sempre dà voce alla gente comune raccontando le vite degli ultimi. Il nuovo allestimento è uno spettacolo che nasce da un testo dalla forte impronta corale: è il popolo dei migranti, genti che ieri come oggi si sono messe in cammino nell’incessante movimento che il Mondo e le sue economie impongono.
La scena è come un album di famiglia. Un testo anomalo, collettivo, per un teatro che vuole essere di gruppo, che parlando le lingue del mondo contemporaneo vuole raggiungere un pubblico che sappia riscoprire la forza della socialità.
Giacché a dominare la scena sono uomini, fantasmi nel tempo, soli come sole sono irrimediabilmente le donne che oggi si fanno badanti.
Ieri, cento anni fa, erano uomini a muoversi, lasciando come unico legame la madre o una “morosa” con la promessa di tornare; oggi sono invece le donne a lasciare affetti forti: famiglie, mariti, ma soprattutto figli, in America del Sud come nell’Est dell’Europa. Un’emigrazione femminile che vive nella speranza di un ricongiungimento che spesso, in epoca di crisi, diviene più incerto.
Un cast di 8 attori e un musicista per uno spettacolo corale, come non è più usuale realizzare, ma che continua a indicare la caratteristica di un gruppo collettivo fin nel nome quale Assemblea Teatro.
Inusuale anche il motivo musicale protagonista della produzione. Si è lavorato infatti, grazie alla collaborazione del produttore Roberto Colombo, sul repertorio della cantante Antonella Ruggiero e questa scelta di attingere a composizioni non di tradizione ma contemporanee, dona allo spettacolo un apporto emozionale forte, capace di attualizzare l’impatto del testo di Laura Pariani come sempre ricco di lingua e dialetti.

 


mappa Orta

ORTA SAN GIULIO (NO). Büs dl'Orchéra.

Laura Pariani e Nicola Fantini presentano
Nostra Signora degli scorpioni

Concerto-aperitivo con Marco Cavina, violino e Fabrizio Tarroni, chitarre

 

 

 

 

 

 


Che storie sono queste

 

CHE STORIE SONO QUESTE?

Sabato 12 luglio 2014, ore 17

ORTA SAN GIULIO (NO), Palazzotto della Comunità

Inaugurazione della mostra antologica di Laura Pariani:

32 opere su carta (dagli anni Ottanta a oggi) e 100 opere in digitale

Con letture da Il pettine (Sellerio 1995) e Nostra Signora degli scorpioni (Sellerio 2014)

La mostra resterà aperta fino al 31 luglio

 

AUTOPRESENTAZIONE SPETTINATA

Ho avuto un percorso artistico abbastanza complicato, anche perché ho voluto sperimentare tanti mezzi di espressione: pittura, fumetto, cinema, teatro, romanzo. Il filo rosso che unisce tutte queste attività è la mia passione per il raccontare storie. Il mezzo tecnico da usare per raggiungere questo scopo può essere diverso, ma fondamentalmente mi definirei “una che inventa storie”.

L’ho fatto fin da bambina: per dilatare il reale, che a me non bastava mai. E mia madre regolarmente sminuiva il mio oscillare tra il pensabile e l’impensabile dicendo: «Che storie sono queste?». E la parola “storie” nella sua bocca significava “scemenze”.

Credo che alla base del bisogno di raccontare storie stia il fatto che esiste il tempo e che noi siamo effimeri. Proprio per la consapevolezza che i momenti importanti della vita scorrono via troppo veloci, ho disegnato e scritto storie: per replicare ciò che altrimenti non torna più.

Sento le storie – tante infinite storie... – pulsare intorno a me, chiedendo di essere raccontate. Ho solo paura di non fare in tempo a contarle tutte.

 



buon vino, favola lunga

BUON VINO, FAVOLA LUNGA

8 novembre 2013, h 21.00 – Teatro Viotti di FONTANETO PO (VC)
TEATRO DELLE SELVE:
Buon vino, favola lunga
di Laura Pariani

drammaturgia e regia: Franco Acquaviva
con: Franco Acquaviva, Anna Olivero, Elisabetta Locatelli
oggetti e costumi: Norma Pescio, Anna Olivero

Tratto da un testo teatrale ancora inedito di Laura Pariani, lo spettacolo è un divertentissimo excursus tra le storie e i miti dedicati al vino. Vi si vede il contrasto tra due semplici donne e un petulante attore che vorrebbe recitare come i grandi del passato, cercando di imporre all’uditorio varianti colte ed erudite sul tema. Ma le due donne non accettano il gioco dell’attore e lo interrompono, lo sbeffeggiano e infine lo mettono al tappeto per raccontare, loro sì, una tra le più belle storie sul vino: una variante d’Autore della famosa favola nella quale un soldato incontra la Morte a Samarcanda. Ma qui la morte viene sconfitta. Come? Lasciamo allo spettacolo il compito di svelarlo. Una cosa è certa: la convivialità non rimarrà confinata all’evocazione scenica e letteraria, ma invaderà la sala, trovando infine piena espressione nel brindisi più audace che si possa immaginare: quello che festeggia la vittoria sulla


FRAGILE PONTE SU TERRE TERREMOTATE

TEATRO DELLE SELVE, LAURA PARIANI, CESARE BERMANI

6 LUGLIO 2013
Ore 21.15, ORTA SAN GIULIO (NO), cortile di Palazzo Penotti Ubertini

IL LAGO INVISIBILE - ERNESTO RAGAZZONI TORNA A CASA

Ernesto Ragazzoni

 

 

 

 

 

 

 


ERNESTO RAGAZZONI TORNA A CASA
Il testo, inedito, di Laura Pariani è stato scritto espressamente per il nostro Festival.
Lettura teatrale con Franco Acquaviva, Elisabetta Locatelli, Anna Olivero. Dopoteatro “ragazzoniano” con Laura Pariani e Cesare Bermani.
Ernesto Ragazzoni torna a casa. Nel borgo d’Orta, dove nacque e soggiornò in alcuni momenti della sua vita, in una camera quieta, riprenderanno a volare le parole di questo poeta, che alle pagine visibili preferiva quelle invisibili, scritte solo nella testa, in compagnia dell’inseparabile sigaretta e del bicchiere di vino.
Laura Pariani ne interpreta, in questo testo inedito scritto per l’occasione, la propensione alla fantasticheria, alla revérie. A seguire Cesare Bermani – che al poeta ortese ha dedicato saggi e volumi - e Laura Pariani converseranno sulla figura di Ragazzoni, forse alla presenza del suo fantasma.
In caso di pioggia: Palazzotto

 


BUSCA (CN), Castello del Roccolo
sabato 13 luglio, ore 17
Presentazione del libro BESTIARIO di Corrado Ambrogio e Laura Pariani
Tra il 1508 e il 1512 fu stampato a Mondovì, da Vincenzo Berruerio, Il Libellus de natura animalium. Il nome dell’autore e dell’illustratore del bestiario sono sconosciuti.


Nell’opera sono descritti 52 animali (reali e fantastici), cominciando dall’uomo, di cui non c’è illustrazione, mentre gli altri 51 sono rappresentati ciascuno da una corrispondente immagine xilografica. In occasione del cinquecentesimo anniversario dall’edizione monregalese del Libellum, Corrado Ambrogio ha realizzato un moderno bestiario fotografico: partendo da una serie di sculture e ready-made realizzati nel corso degli anni, l’artista ha voluto ricreare una collezione di immagini che impongono – in quanto opere fotografiche – un “punto di vista” obbligato dell’oggetto tridimensionale.
Questo metodo di creazione rimanda a una delle caratteristiche tipiche dei bestiari medievali che, descrivendo animali “esotici”, rari o immaginari, fornivano al lettore un’immagine e un’idea definita, la cui aderenza alla realtà non era tuttavia verificabile. L’opera si compone di 101 immagini che riproducono un universo zoologico in equilibrio tra realtà e fantasia, tra figurazione e suggestione. Ciascun esemplare, come nella tradizione pedagogica e moralizzatrice delle opere medievali, è corredato da un breve testo di Laura Pariani che ne delinea le caratteristiche, in particolar simboliche e metaforiche dell’esistenza umana.


donpatagonia

MANTOVA - FESTIVALETTERATURA 2012

PAROLE E VISIONI DALLA TERRA DEL SOGNO
Padre Alberto Maria De Agostini e la Patagonia

Letture di Laura Pariani
Immagini di Maurizio Pellegrini
Musiche di Andrea Dalla Fontana


Giovedì 6 settembre 2012
ore 21.15
Teatro Bibiena - Mantova
INGRESSO € 10

Bruce Chatwin e Luis Sepullveda ancora non erano nati quando Alberto Maria De Agostini iniziava ad esplorare le terre della Fin del Mundo e a tracciarne le prime carte. Padre salesiano, fratello del fondatore dell’omonimo istituto geografico, De Agostini dedicò la sua vita a descrivere le montagne della Patagonia allora sconosciuta, contribuendo con le sue straordinarie fotografie e le primissime riprese cinematografiche a consolidarne il mito di terra incontaminata e quasi irraggiungibile.
Laura Pariani, attraverso le parole del suo libro Le montagne di don Patagonia, e con le immagini di Maurizio Pellegrini, ci restituisce il profilo spirituale e la misteriosa bellezza di questo mondo remoto.


Il Furioso in festa

 

MANTOVA, Palazzo Te – Festivaletteratura 2012

IL FURIOSO IN FESTA

venerdì 7 e sabato 8 settembre 2012, dalle ore 18,15 alle 21, 30

Laura Pariani legge il suo racconto “In questa valle di lagrime e in altri luoghi”: Alessandra Benucci, moglie segreta di Ludovico Ariosto, racconta la vera nascita dei personaggi di Alcina, Angelica e Astolfo.

 

 

 



La disciplina

IL CAMMINANTE

tratto dall’omonimo racconto di Laura Pariani, mette in scena la storia del “camminante” Julo che - come accade a Edipo - il Destino conduce all’omicidio dei propri genitori. In seguito a questo gesto, Julo intraprende un cammino di autoritrovamento di sé, che lo porta ad attraversare terre lontanissime.La morfologia dell’ambiente modifica di volta in volta l’aspetto visuale dello spettacolo con gli spettatori che entrano fisicamente nello spazio-tempo dell’evento teatrale. Le musiche di scena sono eseguite dal vivo dagli attori.

Dal racconto “Il camminante” di Laura Pariani
Ideazione e progetto: Franco Acquaviva, Anna Olivero
Regia e drammaturgia: Sista Bramini
Consulenza letteraria e musicale: Laura Pariani, Cesare Bermani. Con Franco Acquaviva, Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola, Anna Olivero, Carla Taglietti

12 AGOSTO, ore 18.00, Festival Nazionale Teatro di Gioia, Gioia dei Marsi (AQ). Direzione artistica di Dacia Maraini. www.teatrodigioia.it/

30-31 AGOSTO, ore 17.30, Teatri Andanti, Alzo di Pella (NO), Antica Via degli Scalpellini

23 SETTEMBRE, orario da definire, Festival della Biodiversità, Parco Nord Milano. www.festivalbiodiversita.it/index.asp

 


donpatagonia

LE MONTAGNE DI DON PATAGONIA
con le immagini storiche di Alberto Maria De Agostini
Interlinea Edizioni

il prossimo marzo sarà nelle librerie il libro dedicato a padre Alberto Maria De Agostini, versione narrativa del testo teatrale Don Patagonia messo in scena da Assemblea Teatro (testo di Laura Pariani, regia di Renzo Sicco).

La prima presentazione del libro sarà domenica 25 marzo alle ore 17.15 presso la Libreria Lazzarelli

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donpatagonia

DON PATAGONIA
Padre Alberto Maria De Agostini

testo di Laura Pariani
con Marco Pejrolo, Andrea Castellini, Angelo Scarafiotti, Manuela Massarenti, Luca Occelli. Regia di Renzo Sicco. Musiche di Sigur Rose
I filmati “Scelte di vita” e “Tierra del fuego” di Alberto Maria De Agostini sono gentilmente concessi in uso dalla Cineteca Storica del Museo della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino

TORINO, Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111:

17 novembre - ore10.00 - ingresso unico € 5

17 novembre - ore 21.00 - versione in lingua spagnola. Ingresso "up to you", il teatro a quanto vuoi tu 2/4/6/8 €

18 novembre - ore 10.00 - versione in lingua spagnola - ingresso unico € 5

Sono andato in terre che esigevano una vera ricerca scientifica, sia antropologica tra gli indi, sia geografica e geologica sul territorio. Era certamente una mia passione, ma fu anche un ordine tassativo che ricevetti.
Alberto Maria De Agostini

Assemblea Teatro, in collaborazione con il Museo della Montagna “Duca degli Abruzzi” e la Regione Piemonte, ricorda Don Patagonia, Alberto Maria De Agostini, in occasione del 50° anniversario della scomparsa.
Complesso dare una definizione di che uomo fosse Alberto Maria De Agostini. Leggendo di lui e delle sue avventure, prende corpo la multiforme personalità di un eclettico missionario, capace di mescolare sapientemente i doni della terra e “del Signore”. Seppe legare le sue passioni, la scienza, la fotografia, la voglia inesauribile di capire e conoscere, alla sua fede ed al mandato di cui si sentì portatore, evangelizzare il lontano sud del mondo. Fu anche pioniere, portando con sé in Patagonia la “macchina fotografica” e realizzando alcuni “servizi fotografici” e documentari su pellicola, antesignani del moderno reportage, unendoli poi alla cartografia – a lui si devono i primi rilevamenti geografici di alcune fra le zone più impervie del Sud del Cile.
Insomma, il prete piemontese seppe con discrezione e forza aprire le porte della conoscenza, andando oltre la diatriba tra scienza e fede, vivendo entrambe in pienezza ed estrema serenità.
La sua passione per la geografia, unitamente all’eco dei viaggi in Patagonia di Darwin, Chatwin, Coloane o Sepúlveda, saranno colonna di una pièce scritta dalla fervida e sapiente penna di Laura Pariani, che vuole ricordare l’uomo, le scarpate e le vette che lo entusiasmarono, le sfide che quotidianamente affrontava, vivendo i cambiamenti del mondo.


 

Büs dl'Orchera Tour - Verbania, Biblioteca Civica Ceretti

25 settembre 2011, ore 16.30

Grotta d'Orchera TourGianni Rodari una volta si rammaricò di non aver inserito nelle sue favole il büs dl'Orchéra, mitica grotta a imbuto che sprofonda nel lago d’Orta: “mi sta qui in gola, perché avrei voluto metterla nella storia del barone Lamberto e non ce l'ho messa, e avrò pace solo quando capirò perché non ce l'ho voluta mettere"... Da qui mi è nata l’idea di “Büs dl'Orchéra Tour”, cercando di coniugare il mio amore per Dante (vedi Milano è una selva oscura, Einaudi 2010) col mio profondo legame col lago d’Orta, dove vivo. Un Dante Alighieri avido di conoscere i difetti della modernità e un “virgilio” Gianni Rodari scendono dunque nell’oltremondo del büs dl'Orchéra dove i cattivi comportamenti – prepotenza, egoismo, abitudine allo spreco, stravolgimento della verità, pregiudizio verso i diversi, conformismo, disprezzo dell’ambiente, indifferenza alla cultura - subiscono un didattico contrappasso. Li accompagna nel viaggio il gruppo musicale Le Malecorde, con canzoni tratte dalle filastrocche di Gianni Rodari (musicate da Sergio Endrigo e da Virgilio Savona) o appositamente create.


La voce del Dante Lingera

Laura e Dante

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Lecteur mp3 en flash, merci Neolao


Il Dante va al Campiello

Finalisti Premio Campiello

Laura Pariani Laura Pariani

Laura Pariani e Gad Lerner Laura Pariani e Gianrico Carofigliodisegno di Laura ParianiBrindisi